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Dynamic Pricing: cos’è e come difendersi

Dynamic Pricing o “discriminazione dei prezzi” in cosa consiste e come, in alcuni casi, sia possibile difendersi e non lasciarsi targhettizzare.

Dynamic Pricing: cos’è e come difendersi

In questo articolo cercheremo di capire cos’è il Dynamic Pricing, ovvero il fenomeno della discriminazione dei prezzi, come viene utilizzato in particolare dagli e-commerce e come sia possibile difendersi per evitare la targhettizzazione.

Vi è mai capitato di prenotare un viaggio in aereo? Vi siete mai chiesti perché giorni differenti hanno prezzi molto diversi tra loro? O ancora, com’è possibile che gli e-commerce dai quali acquistiamo sappiano sempre cosa stiamo cercando?

Molti e-commerce adottano il Dynamic Pricing all’interno dei loro sistemi di vendita. Le compagnie aeree per esempio, sono tra le aziende che utilizzano maggiormente questa strategia e più avanti scopriremo anche perché.

1. Cos’è il Dynamic Pricing;

2. Come la discriminazione del prezzo può influire sui nostri acquisti;

3. Come possiamo tentare di difenderci da discriminazioni di prezzo online;

Cos’è il Dynamic Pricing?

Si ha discriminazione di prezzo quando un’impresa richiede prezzi diversi a clienti diversi per lo stesso bene, senza che questa sia spinta a farlo da costi di produzione differenti.

Esistono 3 tipologie di discriminazione dei prezzi:

a) Di primo grado - L’impresa impone un prezzo diverso a ciascun consumatore, chiedendogli il suo prezzo di riserva.
Questa modalità risulta alquanto difficile da mettere in pratica, salvo i casi in cui il venditore riesca ad imporre prezzi diversi ad ogni consumatore per lo stesso bene o servizio.

b) Di secondo grado - ovvero i casi in cui vengono vendute diverse quantità dello stesso bene a prezzi unitari diversi. ( ovvero tutti quei casi in cui il prezzo si modifica in base alla quantità di prodotti acquistati )

c) Di terzo grado – Questa forma di discriminazione, probabilmente la più utilizzata, consiste nel dividere i consumatori in due o più gruppi con domande separate, applicando prezzi diversi a ciascun gruppo. In questo caso quindi, gli utenti saranno suddivisi in cluster ( gruppi di utenza con caratteristiche simili ). ☛ Consulta le offerte di oggi!

Come la discriminazione del prezzo può influire sui nostri acquisti

Acquistando un biglietto aereo avrete certamente notato differenze di prezzo in alcuni giorni della settimana o in periodi particolari dell’anno. Questa non è assolutamente una casualità! Ci troviamo in presenza di una mera discriminazione di prezzo.

E’ noto che uomini d’affari, o persone che hanno una certa “urgenza” di acquistare un biglietto aereo, siano disposti a pagare un prezzo maggiore rispetto a coloro che possono programmare con serenità i propri viaggi. Per mettere in campo una strategia di dynamic pricing è necessario targhettizzare i propri utenti, clusterizzarli in appositi gruppi con caratteristiche simili.

In questo caso la necessità di programmare i propri viaggi in breve tempo è la caratteristica comune da sfruttare. Sapendo questo, ecco che le compagnie di volo hanno pensato bene di applicare prezzi sempre maggiori ai biglietti man mano che la data di partenza si avvicina.

Incrociando i dati disponibili es: sesso, età, spesa media, liste dei desideri, articoli più acquistati, provenienza geografica, interessi ecc. è possibile identificare gruppi di utenti ben definiti e sfruttarli per mettere in campo politiche di dynamic pricing.

Come possiamo tentare di difenderci da discriminazioni di prezzo online?

Qualche suggerimento lo avevamo già dato in passato, ma proveremo a stilare una lista di alcuni accorgimenti che è possibile adottare per evitare una totale targhettizzazione, almeno online:

1) Utilizzare proxy per la navigazione sugli e-commerce. In questo modo eviteremo di svelare il nostro indirizzo ip e quindi la zona geografica di provenienza, la frequenza nei collegamenti, i prodotti maggiormente visualizzati ecc.

2) Aprire più account su uno stesso e-commerce e su alcuni di questi lasciarsi profilare per interessi diversi, con età e nazionalità differenti ( non è detto che i prodotti dobbiate per forza spedirli presso il vostro domicilio, può trattarsi di un regalo o altro ). In questo modo è possibile accedere a cluster diversi.

3) Evitare qualsiasi tipo di cookies, o forma di cronologia sul browser dal quale navigate sull’e-commerce.

4) Utilizzare dispositivi diversi per connettervi, da questi infatti è possibile estrapolare moltissime informazioni (marca, modello, sistema operativo ecc. ) utili a formulare cluster più precisi ed efficaci.

Qualora conosciate ulteriori accorgimenti per evitare la profilazione online, condivideteli in questo post, potrebbero essere utili agli utenti che leggeranno l’articolo dopo di voi.


Pubblicato il: 10.10.2015
TAGS: dynamic pricing, discriminazione dei prezzi, amazon

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Web Master & Designer, Web Marketer, grafico freelance. Trascorro online un buon 60% del mio tempo. Una naturale propensione all'apprendimento ed all'aggiornamento, mi spinge giornalmente a tentare di oltrepassare quello che fino a ieri era il mio limite.
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Commenti
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Sareser ha scritto:

Articolo esaustivo e chiaro.
Mi chiedo se sia corretto in termini di legalità questa discriminazione.
Al di là di tutto faccio i miei complimenti, seguo tutti i giorni e mi affascina il tuo impegno in questo ambito.

pubblicato il: 31.01.2016

Offertime ha scritto:

Anzitutto la ringrazio per quanto ha scritto, siamo lieti di avere degli utenti così entusiasti e partecipativi come Lei.
Con riferimento alla sua osservazione, quindi se sia legale o meno adottare politiche di discriminazione dei prezzi, sinceramente non saprei darle notizie certe, magari qualche utente più competente in materia saprà risponderle con più accuratezza.

Quello che invece è certo, è che se meccanismi come questi esistono e vengono messi in pratica giornalmente è necessario escogitare delle soluzioni che limitino quantomeno questa possibilità ed evitino che una mole così importante di informazioni possano essere salvati ed utilizzati in maniera indiscriminata a discapito degli utenti che giornalmente navigano sul web.

pubblicato il: 01.02.2016

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